Feeds:
Articoli
Commenti
Tra le tante ottime cose organizzate a Modena ce n’è una particolarmente intrigante: Ombre corte. Un corso per scrivere sceneggiature (tenuto dall’ottimo Stefano Ascari) che porterà gli iscritti a vedere tutte le varie fasi della realizzazione di un cortometraggio (compreso il casting :-) …) e che avrà un suo spazio all’interno di Buk – ovvero la fiera della piccola e media editoria che si tiene da un paio di anni a Modena.
Oltre a segnalare la cosa perché merita, aggiungo una piccola nota: entrambi i testi che verranno (almeno inizialmente) presi in considerazione per diventare un piccolo film sono tratti dalla "mia" antologia L’Ombra del Duomo. E uno dei due racconti è del sottoscritto :-)
Non so ancora come si svolgerà il tutto – né quindi che probabilità ci sia che quel testo venga poi trasposto – ma dello "studio", beh, non posso che esserne entusiasta.

 
 
 
 
 
Ombre corte è un breve corso per scrivere una sceneggiatura per cortometraggio, partendo da un racconto. In particolare, saranno esaminati i racconti di Marco Giorgini e Giuseppe Sofo tratti dalla raccolta L’ombra del Duomo, edita da Larcher nel 2006.
Nel corso di Buk – Festival della piccola e media editoria gli iscritti al corso Ombre corte potranno partecipare ai workshop con Rita Charbonnier, scrittrice e sceneggiatrice per la televisione e il cinema.
Per partecipare è necessario prenotarsi da Venerdì 29 genaio al numero 059 2032940, oppure al punto informativo al 1° piano della Biblioteca Delfini.
 
Stefano Ascari muove i primi passi nel mondo del fumetto su diverse riviste locali Casablanca, Il Bosco, Shorties In. Le numerose trasferte ad Angoulème e a Lucca danno finalmente i loro frutti e nel 2008 esce la sua prima graphic novel David, per Edizioni BD (Milano) con i disegni di Andrea Riccadonna. A febbraio 2010 è prevista, per lo stesso editore, l’uscita della sua seconda graphic novel dal titolo Shutter Island (tratto dal romanzo di Denis Lehane) per i disegni di Andrea Riccadonna e Maurizio Rosenzweig.
 
Marco Giorgini è responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina l’e-zine KULT Underground e dal 1996 la casa editrice digitale KULT Virtual Press; ha scritto racconti e sceneggiature per cortometraggi, curato antologie e concorsi letterari, realizzato applicazioni e videogiochi per PC e iPhone. Da marzo 2005 è anche autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
 
Giusepe Sofo, giornalista e traduttore, ha scritto Dollville (Incontri, 2006) e Qui lo chiamano blues (Azimut, 2008), e ha pubblicato in antologie di narrativa e poesia in Italia, Europa e Stati Uniti. La traduzione inglese di Dollville (KVP, 2007) è andata in scena negli Stati Uniti presso il Dickinson College, e ad aprile di quest’anno in Italia. Ha studiato in tre continenti, parla correntemente quattro lingue, e ne “mastica” un altro paio. Al momento insegna italiano in scuole elementari e materne. www.facebook.com/l/492dd;www.giuseppesofo.com
 
Rita Charbonier è scrittrice e sceneggiatrice. Il suo primo romanzo La sorella di Mozart (Corbaccio, 2006), è stato tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo e olandese e pubblicato in 12 nazioni, tra le quali gli USA; nell’aprile 2009 è uscito per i tipi Piemme La strana giornata di Alexandre Dumas. Come sceneggiatrice ha lavorato per RAI e Mediaset in numerosi programmi come: Forum, Vivere, Cuori rubati, La squadra, Sottocasa, Don Matteo e Agrodolce. Un suo soggetto cinematografico ha vinto Film Story Competition di Euroscript e un suo trattamento per docufiction è stato premiato nel corso del XIX Torino Film Festival.

Hyperversum – Romanzo Collettivo

!cid_8E4DCE0FED0C4DDBBA06541B3B377360@mgcasa

28 maggio 1215. A pochi giorni dalle nozze di Etienne De Sancerre e Donna Barrat, durante una battuta di caccia Ian Maayrkas si imbatte in un giovane cavaliere e in una ragazza, presto accusata di essere una strega. Ma cosa nasconde davvero questa strana coppia, e perché il cavaliere di Aubery sembra avere un interesse così personale sulla vicenda?.

Collocato temporalmente tra Il Falco e il Leone e Il Cavaliere del Tempo, il progetto Hyperversum – Romanzo Collettivo, patrocinato da Giunti Editore e supportato dalla stessa Cecilia Randall (editor d’eccezione) sta per giungere a metà del suo naturale percorso. Grazie al contributo dei numerosi autori che hanno deciso di giocare con l’ambientazione creata della trilogia della Randall, il prologo dell’autrice si è presto trasformato nella prima parte di un romanzo breve (al momento con due varianti aperte) che si concluderà tra poco meno di un mese.

Il ritmo (abbastanza frenetico) di scrittura (è richiesto un capitolo nuovo a settimana) non ha comunque inciso sulla qualità della storia in atto, che procede con molta azione e continui colpi di scena. Molti punti della trama sono comunque ancora aperti e servirà ovviamente un’idea (o più d’una) per il gran finale.

Ricordiamo perciò che la partecipazione al progetto è libera e gratuita e che l’unico requisito richiesto è quello di aver voglia di immergersi nelle atmosfere di Hyperversum. Se vi piace "giocare di ruolo" sappiate che questo può essere il momento giusto per entrare il scena.

Troverete i capitoli già scritti, il regolamento e tutte le informazioni necessarie sul sito ufficiale http://hyperversum.wordpress.com/


Prologo

Francia
28 maggio 1215

Pierre di Gréail fece un respiro profondo avvistando finalmente la sua meta, attraverso uno squarcio nella ricca vegetazione del bosco. Dal punto in cui si trovava, poteva scorgere la strada in discesa lungo la collina e la pianura sottostante, larga e attraversata da un fiume placido, delimitata all’orizzonte da altre colline non più coperte da boschi ma da vigneti.

Il castello di Séour sorgeva nel bel mezzo della spianata, imponente con la sua triplice cinta di mura e il torrione alto e squadrato. Ogni torre, ogni bastione e persino il duplice barbacane costruito a cavallo del fiume era ornato di bandiere bianche e blu, ondeggianti a festa grazie al vento vivace. Fuori dal castello, al di qua del fiume, un’ampia zona di prato era stata liberata dall’erba, spianata e recintata con cura, per lasciare spazio a tribune di legno, baracche per gli attrezzi o per gli animali e padiglioni da cavaliere dai colori sgargianti.

Il signore del castello, il conte cadetto Etienne de Sancerre, si sposava. A Séour era ormai quasi tutto pronto per il torneo che avrebbe accompagnato i sette giorni di festeggiamenti per le nozze del padrone di casa con una pupilla del casato Ponthieu, una giovane donna il cui tutore era nientemeno che il famoso conte Jean Marc de Ponthieu, il Falco d’argento.

Pierre tirò le redini del vecchio palafreno, concedendosi di fantasticare per qualche istante mentre osservava da lontano la lizza del torneo. Dietro di lui, legato al palafreno da una lunga corda, il destriero da battaglia sbuffò e scosse la criniera.

«Pazienta ancora un po’, amico mio. Siamo quasi arrivati» disse Pierre voltandosi verso l’animale con un sorriso di scusa. «Appena saremo a Séour, ti libererò del peso disdicevole che porti sulla groppa e finalmente potrai riguadagnare la tua dignità di guerriero.»

Il destriero sembrò capirlo, perché si avvicinò e strofinò il muso sulla manica del suo giovanissimo padrone.

Pierre riportò l’attenzione sul castello e sui luoghi del torneo, in silenzio. Non poteva fare a meno di pensare di avere davanti il suo futuro e accanto a sé tutto ciò che rimaneva del suo passato: un vecchio cavallo da viaggio e uno, più giovane, da combattimento; una sacca con pochi abiti consunti e un’altra in cui erano religiosamente conservati l’usbergo, l’elmo, la livrea e la spada di suo padre. Lo scudo senza blasone, con una semplice, piccola croce bianca dipinta sul metallo graffiato, era legato alla sella del destriero insieme agli altri bagagli.

A vent’anni appena compiuti, Pierre non aveva altro al mondo se non quei due cavalli e le poche cose che vi aveva caricato sopra non disponendo di un animale da soma. Nella sua scarsella restava solo qualche moneta d’argento e dietro al suo nome di battesimo non veniva un titolo nobiliare ma la semplice indicazione del suo luogo di nascita: Gréail, poco più a ovest di Séour, nel feudo confinante di Aubery.

Suo padre Arnaud era un semplice fabbro, ma era stato in Terrasanta e combattendo laggiù aveva guadagnato con il suo valore gli speroni da cavaliere, l’unico bene trasmesso al figlio prima di morire.

Pierre sapeva di dover ora scommettere tutto il suo futuro su quegli speroni e sull’addestramento che suo padre era riuscito a impartirgli, prima di conferirgli lui stesso l’investitura. Era un cavaliere senza niente, ma pur sempre un cavaliere, e a vent’anni sperava di potersi guadagnare un avvenire grazie al torneo imminente.

I signori erano sempre generosi durante i festeggiamenti per le loro nozze. Pierre non poteva certo ambire di partecipare alla mischia o alle sfide che avrebbero visto coinvolti i cavalieri nobili, i parenti e i compagni d’arme dello sposo, ma in sette giorni di torneo vi era ampio spazio anche per le sfide aperte a tutti e se lui fosse riuscito a mettersi in luce durante la quintana o nel tiro con l’arco, forse il conte Etienne de Sancerre avrebbe accettato i suoi servigi.

Pierre non chiedeva molto: gli sarebbe bastato poter servire nella guarnigione del castello o in uno qualsiasi dei possedimenti dei Sancerre, in cambio di vitto e alloggio. In alternativa, non gli rimaneva che chiedere un lavoro in città per poter sopravvivere.

La fatica non lo spaventava e si sarebbe adattato anche al mestiere più umile, se solo non avesse giurato a suo padre di non abbandonare gli speroni, così faticosamente conquistati.

Padre, non ti deluderò, promise il ragazzo in silenzio. Dopo questo torneo, sarai fiero di me.

Si riordinò i capelli scuri arruffati dal vento e infine spronò il palafreno a riprendere il cammino, inoltrandosi di nuovo nel fitto degli alberi. Se tutto andava come previsto, sarebbe arrivato a Séour giusto prima del coprifuoco, in tempo per presentarsi alle guardie della città e cercare un logo dove passare la notte e mangiare qualcosa.

Nel bosco le ombre erano già fitte, nonostante il sole ancora alto, e il sentiero si scorgeva a malapena. Pierre rabbrividì a una folata d’aria più dispettosa delle altre, ma forse non era solo la temperatura più bassa a suscitargli quella reazione.

Per accorciare il più possibile il viaggio, aveva deciso di passare il confine tra il feudo di Aubery e il contado di Séour scavalcando le colline basse invece di aggirarle, anche se questo voleva dire attraversare una zona meno agevole e poco battuta. Lungo la strada più di un contadino aveva cercato di convincere il ragazzo cavaliere a cambiare tragitto, ma poi nessuno aveva mai risposto alle sue domande, trincerandosi dietro silenzi inspiegabili. Pierre aveva persino notato che qualcuno si era fatto il segno della Croce, menzionando il bosco.

Ansioso di arrivare a Séour prima che venisse invasa dalla folla del torneo e quindi prima che tutte le locande più a buon mercato esaurissero i posti, Pierre non aveva dato ascolto ai consigli dei contadini, tirando dritto per la sua strada e attraversando soddisfatto il confine con i domini dei Sancerre appena sorto il sole. Ora però, dopo un intero giorno di cammino senza incontrare anima viva, il ragazzo era punto sempre più spesso dalla preoccupazione di non farsi sorprendere dal buio in mezzo a quelle piante agitate del vento. C’erano già abbastanza richiami di animali selvatici, volpi, rapaci o chissà cos’altro, mischiati allo stormire delle foglie e non era ancora il tramonto. Non era davvero il caso di scoprire col buio se qualcuna di quelle voci fosse anche un qualche segnale di riconoscimento per briganti o malfattori.

Perso in quelle considerazioni, Pierre sobbalzò quando un suono più lugubre degli altri risuonò tra gli alberi. Anche i cavalli nitrirono innervositi. Il ragazzo voltò la testa per scrutare in mezzo ai rami, ai tronchi e ai cespugli. Con la coda dell’occhio gli parve di cogliere un’ombra grande e scura.

Fu un attimo: l’ombra scomparve subito, ma il suono si ripeté, più lontano, troppo lontano perché potesse essere emesso dalla stessa ombra di prima.

Pierre si tirò più vicino il destriero per allungare la mano verso la spada legata insieme agli altri suoi pochi bagagli. Non fece in tempo a sguainare l’arma perché la vegetazione si mosse di nuovo alla sua destra, con più violenza. Davanti al palafreno del ragazzo comparve di colpo una figura snella.

Una ragazza giovanissima, vestita con un abito verde dagli strani ricami ma con i capelli sciolti e scarmigliati. Aveva gli occhi dilatati, il volto pallido, il respiro accelerato. Si fermò di colpo quando vide Pierre e i due cavalli, ma poi gli corse incontro come se fosse inseguita dai lupi. «Via!» gridò. «Se tenete alla vita, andate via!»

Si aggrappò al giovane cavaliere quando gli arrivò abbastanza vicina da potergli afferrare il mantello. Non sembrava ferita, ma era impolverata e aveva alcune foglie tra i capelli neri, come se fosse reduce da una lunga corsa in mezzo alle piante.

«Ma che cosa..?!» tentò di domandare Pierre, ma il suono lugubre di poco prima si ripeté più vicino e stavolta le ombre tra gli alberi erano chiaramente due.

«Fatemi salire!» pretese la ragazza, alzando le braccia verso Pierre. «E adesso, via!» ordinò quando il cavaliere la issò in arcione davanti a sé. «VIA!» strillò, più forte, poiché l’altro esitava.

Frastornato, Pierre non se lo fece ripetere ancora. Piantò gli speroni nei fianchi del palafreno e lanciò l’animale in un galoppo alla cieca attraverso il bosco.

Nemmeno lui seppe quanto durò. Lasciò che il palafreno decidesse il tragitto migliore tra cespugli e alberi per scendere dalla collina, perché era troppo impegnato a ripararsi la faccia e a proteggere la sua improvvisata compagna di fuga dai rami bassi.

Quando il cavallo rallentò finalmente la corsa, davanti ai fuggitivi si apriva la pianura di Séour.

Pierre tirò le redini e si voltò indietro, mentre cercava di riprendere fiato. Il bosco ormai alle sue spalle sembrava immobile, nessuno uscì dalle piante per inseguire i fuggitivi e le ombre erano ormai troppo fitte per distinguere qualcosa in mezzo ai tronchi.

«Non ci prendono più. Non oseranno uscire allo scoperto» sussurrò la ragazza, sbirciando nella stessa direzione al di sopra della spalla del suo salvatore.

«Ma si può sapere di chi state parlando?» domandò Pierre, che continuava a non capire, ma la ragazza invece di rispondergli si voltò di scatto verso il prato aperto, dal quale arrivava un rumore confuso.

Anche Pierre si girò, nell’istante stesso in cui il grido stridulo di un rapace attraversava il cielo. Più lontano, in mezzo al prato, stava un gruppo nutrito di cacciatori aristocratici, tra i quali alcuni cavalieri. Il più alto di questi alzò il braccio per accogliere sul polso una magnifica femmina di falco pellegrino, scesa docile fendendo il vento.

I battitori che accompagnavano il gruppo avevano notato i due ragazzi sbucati dal bosco al galoppo sfrenato e ora li stavano indicando a un secondo cavaliere dai capelli scuri, al loro signore, a giudicare almeno dagli abiti aristocratici.

«Il conte Etienne de Sancerre!» lo riconobbe Pierre, che aveva avuto modo già altre volte di vedere da lontano il signore di Séour.

Il ragazzo spostò lo sguardo sul cavaliere più alto col falco sul braccio, accompagnato da uno scudiero adolescente coi capelli rossi, e intuì l’identità anche di quell’uomo, perché lo aveva sentito descrivere tante volte. «È il Falco d’argento!»

La giovanissima sconosciuta invece aveva appuntato la sua attenzione su un cavaliere più anziano, tra gli altri che accompagnavano i due conti cadetti, e si strinse a Pierre. «Quello invece è il barone di Aubery» mormorò, tetra, poi spostò lo sguardo con decisione sul suo accompagnatore. «E anche voi siete un cavaliere. Io sono sola e non ho nessuno che mi protegga. Lo farete voi, non è vero?»

Pierre dovette staccare gli occhi dal gruppo di cacciatori in arrivo per concentrarsi sulla domanda inaspettata. «Proteggervi… io?»

«È il vostro voto di cavaliere, no? Proteggere i deboli, le donne e gli indifesi. Io sono tutte e tre le cose contemporaneamente.»

«Sì… certo… ma…»

Il gruppo dei cacciatori intanto aveva accorciato le distanze, attirato dall’apparizione trafelata dei due ragazzi in sella a un solo cavallo e con un destriero al seguito. Pierre dovette voltarsi di nuovo per accogliere con la dovuta cortesia quei cavalieri tanto altolocati.

Il conte Jean Marc de Ponthieu, conosciuto da tutti col soprannome di Falco d’Argento, aveva intanto consegnato il suo falco pellegrino allo scudiero. «Beau, pensa tu a Morgana» si raccomandò con il ragazzino, poi si rivolse a Pierre e alla sua trafelata accompagnatrice. «Avete bisogno di aiuto?» domandò ai due ragazzi, mentre il conte Etienne de Sancerre gli si affiancava con un’espressione ugualmente interrogativa.

Prima però che Pierre potesse rispondere, si fece avanti il barone di Aubery con piglio deciso e additò la ragazza ancora silenziosa in sella al vecchio palafreno. «Messieurs, vi sconsiglio di rivolgere la parola a quella donna!» annunciò, duro. «È una ladra e una strega. Io chiedo che sia arrestata immediatamente!»

(autore: Cecilia Randall)

Partiti!

Ok, il progetto Hyperversum – Romanzo Collettivo è partito alla grande. Ottimi e numerosi sono infatti stati i contributi che abbiamo ricevuto per il capitolo I, tanto che, come accaduto per OpenBook, abbiamo deciso di selezionare non UN capitolo, ma DUE (uno di Francesca Boesso e l’altro firmato con il solo nick Camilla). Che quindi verranno analizzati dagli autori per una successiva scelta, che si baserà su quanto riceveremo per il capitolo II.

Sembra complicato :-) ? Beh, in realtà non lo è.

Chi vuole partecipare non deve fare altro che leggere il prologo e i due capitoli I. Scegliere quale dei due lo ispira di più e proseguirlo. Se il suo contributo sarà il migliore, il capitolo I diventerà quello che lui ha scelto per creare il suo capitolo II.

Trovate comunque tutte le informazioni qui: http://hyperversum.wordpress.com/2009/04/14/capitoli-i/

E se avete dubbi potete sempre mandare un mail a romanzo@hyperversum.com

Buon lavoro (e in bocca al lupo :-) …)

hypeversum-romanzocollettivo

Amate la saga di Hyperversum? Volete essere voi a far vivere a Ian Maayrkas e ad alcuni dei suoi amici una nuova avventura?
Se sì, sappiate che ora ne avete la possibilità perché Cecilia Randall e Giunti Editore hanno organizzato una iniziativa finalizzata alla realizzazione di un romanzo breve a più mani, ambientato tra il secondo e il terzo libro della saga.

Tutto inizia a pochi giorni del matrimonio tra Etienne de Sancerre e Donna Barrat, quando, nel contado di Séour, giunge Pierre di Gréail, cavaliere di umili origini, in cerca di un occasione per mettersi in luce.

Il prologo, scritto dall’autrice, da il via alla storia, ma sarete voi a decidere come continuarla.

Se la cosa vi interessa, date una occhiata al regolamento, e mettetevi a scrivere. Per l’invio del primo contributo c’è tempo fino a martedì 14 aprile.

Il sito di riferimento del progetto è http://hyperversum.wordpress.com

L’indirizzo mail a cui chiedere informazioni o per inviare contributi è romanzo@hyperversum.com

Sabato 21 marzo, alle ore 18, Cecilia Randall terrà la sua prima presentazione del già best-seller Il Cavaliere del Tempo (Hyperversum III) all’interno dei locali della libreria Giunti, in via Emilia Centro, 261 a Modena. Farà da presentatore/moderatore (tah-dah) Marco Giorgini.

Se volete informazioni extra questi sono i contatti della libreria:

tel/fax: 059 218406 e-mail: modena@giunti.it

Lo stesso giorno, prima di questa presentazione, Cecilia (dalle ore 15) sarà presente all’incontro L’arena delle storie (organizzato dal servizio biblioteche di Modena), insieme a Lorenzo Trenti.

Informazioni su questo appuntamento: www.comune.modena.it/biblioteche/holden

Come accennato in un precedente editoriale, anche le attività di KULT Virtual Press, con l’inizio di questo 2009, cercheranno di riprendere il ritmo del passato, non solo proponendo, con una frequenza superiore a quella tenuta l’anno scorso, nuovi e-book con poesie, romanzi o racconti di singoli autori, ma anche proponendo iniziative collettive (che potranno essere anche formalizzate in veri e propri concorsi) finalizzate alla produzione di volumi digitali.

A dire il vero abbiamo cominciato a riattivare la redazione della KVP già in dicembre, proponendo il romanzo a quattro mani Natale per caso (disponibile anche in formato cartaceo), ma è solo in questi giorni che siamo riusciti a produrre due nuovi titoli che vedono le stesse modifiche in fatto di copertina e stile tipografico nel contenuto di questo testo, formalizzate in modo da essere utilizzabili per ciò che pubblicheremo da ora in avanti.

Il primo di questi due e-book contiene un racconto breve di Raffaele Gambigliani Zoccoli (nome noto a chi ha seguito la rubrica SUSSURRI nei primi anni della rivista) intitolato Una scommessa incrociata.

Un testo brillante, seguito ideale di un filone già proposto in passato, che gioca maliziosamente con i rapporti interpersonali. Una lettura veloce e divertente per un autore conosciuto sul web anche per il suo essere stato il fondatore dell’importante sito (ormai chiuso) Racconti e Letteratura.

Il secondo e-book realizzato è invece una piccola antologia che ha come tema conduttore San Valentino, intitolata Valentino (San). Curata da Marco Giorgini, questa raccolta contiene alcuni testi prodotti o raccolti dopo il “bando di gara” postato su KULT Underground alla fine della settimana scorsa. Pochi giorni a disposizione che hanno però consentito di avere racconti che spaziano tra la fantascienza e il fantastico, toccando l’horror e il testo brillante.

Nello specifico in questo volume (come l’altro disponibile in più formati, compresi il PDF e il Microsoft LIT) troverete L’altra vita di Barbara Gennaccari, Variabile nascosta di Massimo Borri, Il riciclone di Luca Venturi e Un cielo pagano di Marco Giorgini. Chiude poi la raccolta il racconto horror C.B. (finalista al concorso Sanguinario Valentino 2004 – organizzato da La Tela Nera) scritto sempre dal curatore della raccolta.

Questa e’ una prova di post tramite l’applicazione WordPress x iPhone – giusto una nota x vedere se funziona e cosa si riesce a fare.
Si potranno ad esempio inserire anche le foto? Se si non ho capito come :-/

Copertina e-book

Copertina e-book

 

Dire che una antologia di racconti con tema San Valentino, in questo periodo, non è una idea molto originale è sottolineare l’ovvio. Ma questo non vuol dire che non si possa realizzare comunque qualcosa di simpatico e stimolante, se a questo progetto si aggiunge un pizzico di sfida. E quindi proponiamo ai nostri lettori di darci una mano a preparare questo volumetto virtuale (che verrà poi proposto sulle pagine di KULT Virtual Press) fissando come termine ultimo per la consegna del materiale martedì 10 febbraio. Quattro giorni soltanto per scrivere (o tirare fuori dal cassetto e rispolverare) un racconto tra i 3000 e i 30000 caratteri (i limiti non sono comunque tassativi) che coinvolga San Valentino come festa, come data o come persona. Il racconto può essere di genere e non deve affatto necessariamente essere sentimentale. Racconti noir, fantasy, horror o di fantascienza (giusto per citare qualche caso) andranno benissimo, a patto che ciò che si festeggia il 14 febbraio sia parte della narrazione, in un modo o nell’altro.

Cosa si vince? La possibilità di essere selezionati per l’antologia.

Come si può partecipare? Semplicemente mandando un mail a info@kultunderground.org con soggetto “e-book di San Valentino” e all’interno, in allegato, il vostro testo in formato RTF, con una vostra nota biografica (di 100-200 parole massimo). Nel corpo del mail andrà inoltre specificato che siete gli autori del racconto inviato e che ne autorizzate l’eventuale pubblicazione on-line in formato e-book.

Non è un concorso, ma una sfida, che si sovrappone (temporalmente) a quella del Progetto Open Book. E, lo ammettiamo, è il vedere come gli autori partecipanti si stanno adattando ai suoi ritmi frenetici che ci fa ben sperare nella buona riuscita anche di questo piccolo esperimento.

Esperimenti di scrittura collettiva

 
Il 7 e 8 marzo 2009 Modena presenta Book, Fiera della piccola e media editoria (seconda edizione) organizzata, sostenuta e promossa da Infinito edizioni, associazione Progettarte e Comune di Modena.
Un’occasione di incontro tra lettori, editori e autori all’interno di una storica e prestigiosa cornice quale il Foro Boario di Modena. Book mette al centro dell’attenzione il libro come meraviglioso strumento di conoscenza e libertà. Nella cornice della manifestazione, le Biblioteche del Comune di Modena in collaborazione con XoMeGaP e KULT Underground/KULT Virtual Press presentano Open Book, un progetto aperto per la realizzazione di un ‘romanzo collettivo’. L’iniziativa è rivolta a tutti gli appassionati di scrittura e ‘culminerà’ nella presentazione di un e-book, liberamente scaricabile dal sito di Zona Holden, durante l’incontro conclusivo di Book Modena l’8 marzo 2009. Sono proposte tre linee narrative, a cui ognuno può partecipare collegandosi ai seguenti blog:
Altre informazioni sulla manifestazione a questo indirizzo: http://bookmodena.blogspot.com/
 
Come partecipare
 
Ognuna delle tre sezioni del progetto Open Book ha come obiettivo la realizzazione di un romanzo breve, composto da un prologo (fornito dall’organizzazione - pubblicati sui blog e su queste pagine all’inizio del progetto, ovvero il 25/1/2009), da sei o sette capitoli e da un eventuale epilogo. Dal momento della pubblicazione del prologo chi è interessato a partecipare avrà sei giorni per scrivere una proposta per il primo capitolo e spedirla via e-mail alla redazione. Tra le opere ricevute ne verrà scelta una, ritenuta a giudizio insindacabile degli organizzatori migliore per valore letterario o per congruenza con la linea narrativa, che verrà pubblicata sul blog come proseguo. Da quel momento sarà possibile spedire una proposta per un successivo capitolo, e così via fino al termine del progetto (che si concluderà verso la fine di febbraio 2009). Tra un capitolo e il successivo ci saranno circa 4-5 giorni di tempo per inviare un contributo. La data esatta verrà comunque scritta su queste pagine, in fondo a ogni capitolo, insieme al nome (o ai nomi) degli autori di quella parte.
Chi desidera partecipare, per contribuire al progetto Open Book, deve sapere, tenere presente e accettare quanto segue:
  1. Chi partecipa accoglie i principi di condivisione e libera diffusione dei contenuti creativi, e acconsente alla pubblicazione della propria opera sotto licenza Creative Commons 2.5 (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/deed.it ).
  2. Per esigenze di uniformità del racconto, chi partecipa consente alla redazione l’editing e anche una più ampia modifica del testo inviato.
  3. Il testo deve essere inviato via mail (a uno di questi indirizzi, in base al genere a cui si vuole contribuire, bookmodena.noir@gmail.com, bookmodena.fantasy@gmail.com o bookmodena.narrativa@gmail.com ) come allegato, in formato TXT o RTF. Nel corpo del mail andrà inoltre inclusa la seguente liberatoria:
    “Io (nome e cognome), nato il (data) a (luogo), autorizzo la redazione di Book Modena alla eventuale modifica e pubblicazione del testo in allegato, per l’iniziativa Open Book – edizione 2009. Dichiaro di avere preso visione del regolamento e di averlo compreso e accettato.”
  4. La scadenza per l’invio del testo è indicata di volta in volta in queste pagine.
  5. Il testo deve essere compreso tra 3000 e 7000 battute inclusi gli spazi.
  6. I testi devono essere in terza persona, al passato e i dialoghi devono essere tra virgolette (“”).
  7. Verrà inviata una mail di conferma di ricezione del racconto. Questa conferma NON attesta né la conformità di quanto ricevuto, né l’eventuale accettazione del testo per il progetto, ma SOLO la ricezione del mail da parte della redazione.
Coordinatori del progetto
 
Dietro la supervisione di Walter Martinelli (Servizio Biblioteche Modena) gestiranno operativamente le tre tracce narrative il collettivo XoMeGaP (Simone Covili, Sara Bosi, Massimiliano Prandini, Gabriele Sorrentino, Marcello Ventilati) e Marco Giorgini di KULT Underground/KULT Virtual Press. Nello specifico Covili/Giorgini seguiranno la sezione Giallo/Noir, Sorrentino/Ventilati si occuperanno della sezione Fantasy e Bosi/Prandini di quella di narrativa non di genere.